Attaccare l'asino dove vuole il padrone

Cosa vuol dire motivare i ragazzi? Devo dire che da mamma non ho mai dovuto pormi troppo questa problema perchè i mniei figli sono sempre stati motivati. Ho dovuto però pormi il problema contrario... come non lasciare che gli insegnanti li demotivassero!

Che dire? Chi mi legge penserà: "La solita mamma che ce l'ha con gli insegnanti, che non apprezza il loro lavoro, che scarica le sue responsabilità su di loro". No, credetemi. Io ho insegnato ai miei figli a rispettare gli insegnanti, sempre. Io ho sempre dato più valore a ciò che mi dicevano che a ciò che pensavo io. Solo che così facendo ho "sotterrato" la discalculia di mia figlia, e mi sono ritrovata con un figlio che sveniva per l'eccessiva pressione scolastica.

E a quel punto mi sono stancata di vedere demotivare i miei figli e ho scoperto che dovevo essere al loro fianco, perchè io li vedo studiare, li vedo impegnarsi e credo che anche nelle materie in cui non riescono bene vadano incoraggiati perchè sono dei ragazzi che desiderano impegnarsi, che desiderano studiare e migliorare.

Ma soprattutto alla scuola del grande è difficile. E ogni anno si deve ricominciare da capo. Arrivano gli insegnanti nuovi (purtroppo ogni anno ci sono cambiamenri, quest'anno, in quarto liceo scientifico, ben 5 nuove insegnanti di cui due che si dividono la cattedra di storia e filosofia) e come arrivano partono dal principio che il collega che li ha preceduti ha fatto poco e male, i ragazzi hanno fatto poco e male e dunque si deve cambiare tutto, metodo compreso! Per chi come figlio, essendo timido e chiuso, rende alla distanza, come i maratoneti, ogni anno il primo quadrimestre è in salita, dovendo addirittura cominciare dai 4 e dai 5 (perchè si, studia... ma studia male... non espone con proprietà), e dovendo io ogni anno fare il lavoro d motivazione, di incoraggiamento e di supporto per capire come fare ad attaccare l'asino dove vuole il padrone. Perchè di questo alla fine si tratta... non altro. Poi nel secondo quadrimestre comincia la risalita, i prof sono contenti perchè il ragazzo ha afferrato ciò che loro volevanop che afferrasse, ha imparato a studiare, ha seguito i loro consigli e il suo studio è diventato positivo e utile, produttivo... in poche parole ha imparato a attaccare l'asino dove vuole il padrone.

Ma si esaurisce in questo il compito della scuola?

Non lo so, io vedo che mio figlio studia senza entusiasmo materie come italiano o filosofia ma divora libri di poesie di Rimbaud e Baudelaire, romanzi, saggi di Freud... e non so se questo mi consola o mi deprime ancora di più!

 

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