La sofferenza di non capire

La sofferenza di non capire è in genere collegata a una scarsa autostima e insieme derivano dall'avere difficoltà di cui non si è consapevoli. Difficoltà che non vengono riconosciute ma al contrario vengono fatte vivere come colpe.

Imparare la poesia a memoria è facile per il compagno di banco che basta la legga 4-5 volte e l'ha imparata. Non è così per lei/lui che ci perde l'intero pomeriggio ma alla fine le rime si confondono, le strofe si alternano e... c'è poco da fare, la poesia si riesce a impararla bene se c'è la domenica di mezzo per ripeterla un po' alla volta.  Una volta imparata poi non la dimentica più... ma poco importa... dopo qualche giorno è roba vecchia e ce ne è da imparare un'altra!

E quelle divisioni a due cifre... perchè la maestra non capisce che non è questione di impegno, che non vi è una colpa, ma semplicemente una difficoltà che a volte deriva dall'utilizzare quel tipo di metodo in particolare!

Come non ricadere nella tentazione di citare ancora Pennac: "Sì, è la prerogativa dei somari, raccontarsi ininterrottamente la storia della loro somaraggine: faccio schifo, non ce la farò mai, non vale neanche la pena provarci, tanto lo so che vado male, ve l'avevo detto, la scuola non fa per me... La scuola appare loro un club molto esclusivo di cui si vietano da soli l'accesso. Con l'aiuto di alcuni professori a volte."

Si vietano da soli l'accesso... sì, è vero, ma non del tutto, non è facile che un bambino o un ragazzino, magari senza un supporto familiare adeguato o un insegnante che lo sostiene, trovi la forza di credere in se stesso laddove i fatti sono contro di lui, laddove le difficoltà finiscono per coprire i punti di forza, laddove la sconfitta, l'errore sono ormai parte di sè come studente.

E quindi alla sofferenza di non capire si aggiunge la sofferenza di non esssere capiti, che è quella peggiore, perchè se alla prima si può porre rimedio alla seconda è proprio difficile, specie se si è piccoli e non si ha proprio nessuno in grado di capire