Lettera a un adolescente, di Vittorino Andreoli

Che bello che è questo libro, per una mamma di adolescenti! Sì, perchè lo avevo già letto qualche anno fa ma non l'avevo apprezzato quanto nella rilettura che ho fatto recentemente.

E nel rileggerlo ho proposto la lettura di alcuni brani a mia figlia che mi ha stupito dicendo: "Mamma, ma come fa questo signore a sapere così tanto dell'animo di un adolescente?" Una riflessione molto saggia anche perchè mi ha permesso di riflettere sul fatto che l'animo degli adolescenti è molto più un libro aperto di quanto molti genitori spaventati pensino!

Prendiamo questo brano di Andreoli: "I padri pensano che le azioni degli adolescenti siano in gran parte inconsapevoli, che essi non si rendano conto dei pericoli che corrono e che una tale incoscienza sia difficile da scardinare attraverso sistemi di persuasione. Pertanto, certi comportamenti vanno impediti e basta, senza guardare per il sottile le maniere utilizzate. Ecco molti dei no, le negazioni, i divieti dei padri. Bisogna riconoscere che c'è modo e modo. Secondo me i padri devono valutare i rischi che corrono i loro figli, devono talvolta anche adottare il divieto, che è uno strumento educativo a breve termine, ma bisogna evitare le interpretazioni esagerate ed estreme del pericolo" e conclude dicendo come si possano commettere azioni pericolose e addirittura illecite chiusi nella propria stanza!

Sembra tutto così scontato leggendo le sue parole, ma poi nella realtà i padri e le madri vietano, i figli accettano e tacciono, o tacciono e non accettano ma disubbidiscono, illecitamente, di nascosto... come sarebbe diverso se i padri e le madri spiegassero: le loro paure, le loro ansie derivanti spesso da un loro vissuto o loro esperienze... e se i figli argomentassero, chiedessero...

Spiegare, comunicare, parlare, provare empatia... non fermarsi al No e al mutismo che ne deriva,

Sono poi molto interessanti anche le considerazioni sul conflitto. Elenca tre modi di essere contro, ora ve li racconto, ma prima voglio citare una sua frase sul conflitto: "Potresti anche essere completamente fuori dal conflitto, ma in questo caso non pensare di rendermi particolarmente contento, poichè il coinflitto, anche se è lotta, è utilissimo per crescere. Penso che se durante l'adolescenza non esiste contrasto tra padri e figli, ciò significhi che non si sta crescendo e che quindi si rimane in una età della fanciullezza che non pone grandi problemi nel quotidiano ma (...). Non ho simpatia per i legami idilliaci tra adulti e adolescenti, all'insegna del nessun problema".

Illuminante vero? Io quanto questo sia vero l'ho dovuto capire per esperienza diretta e ora sottoscrivo ognuna di queste parole di Andreoli! Dunque secondo Andreoli vi sono tre modalità per essere contro: la trasgressione, che non è altro che l'illusione di sentirsi libero, commettendo bravate: fare il bullo, danneggiare cose non proprie, essere aggressivo con una ragazza; l'opposizione, che consiste nel fare il contrario di ciò che viene chiesto, per principio: fumare perchè vietato, uscire perchè non concesso e che di solito è segno di carenza di personalità; e poi c'è la rivolta che è invece un modo positivo di essere contro: si dice no dopo aver valutato la richiesta e aver constatato che non la si condivide, è una forma "di disobbedienza in cui si pone anche la possibilità che una generazione vinca le resistenze e gli errori delle precedenti."

Chi ha detto che noi genitori abbiamo sempre ragione e che nostro figlio non ci possa far comprendere, con le giuste motivazioni, come noi dovremmo fare con lui!, il nostro errore?