Mamme di ragazze adolescenti...

Mamme di ragazze adolescenti, che ne pensate di quello che sta succedendo in questi giorni? E le vostre figlie adolescenti, che ne pensano? Ne parlate?
Io stamattina ho letto due cose che mi hanno colpito molto e che mi stanno aiutando a mettere ordine nei miei pensieri.

Una delle due è un articolo di Lodoli su Repubblica... attenzione, del 2004. Ecco cosa diceva una 15 enne 7 anni fa al prof che li invitava a sviluppare una loro personalità:
"Professore, ma non ha capito che oggi solo pochissimi possono permettersi di avere una personalità? I cantanti, i calciatori, le attrici, la gente che sta in televisione, loro esistono veramente e fanno quello che vogliono, ma tutti gli altri non sono niente e non saranno mai niente. Io l'ho capito fin da quando ero piccola così. La nostra sarà una vita inutile. Mi fanno ridere le mie amiche che discutono se nella loro comitiva è meglio quel ragazzo moro o quell'altro biondo. Non cambia niente, sono due nullità identiche. Noi possiamo solo comprarci delle mutande uguali a quelle di tutti gli altri, non abbiamo nessuna speranza di distinguerci. Noi siamo la massa informe".
 
Io devo dire che mia figlia non è così: ha sviluppato il piacere e l'orgoglio di essere diversa, di vedere programmi diversi in tv, di fare letture diverse, di non vestirsi in serie come la maggior parte delle ragazzine che frequentano un liceo in una città di provincia! Indubbiamente è cresciuta con certi riferimenti familiari, non mi sento particolarmente orgogliosa di ribadire una cosa che è ovvia: il padre non sbava davanti alle tette delle veline, la madre non si rifugia in cucina per vedere Uomini e donne  o il Grande Fratello, in casa si legge, si discute, si cerca di fare viaggi di arricchimento. E se si può andare a vedere Ipazia al cinema o andare a sentire un dibattito con Lorella Zanardo o partecipare a un incontro con Dacia Maraini sono occasioni che si colgono al volo!
 
Il problema però è che i dubbi ti vengono, poi,... perchè poi questo è il mondo in cui mia figlia deve vivere. E per quanto cerchi di fare anche il possibile, nel mio piccolo, per cambiarlo, è inevitabile chiedersi se ce la farà a gestire il non essersi conformata. E oltre i dubbi c'è la vergogna di dover parlare di ciò che succede... sì, perchè io mi vergogno verso i miei figli, mi vergogno perchè ai loro occhi questo in cui stanno crescendo è il mio mondo. Insomma... mi viene di chiedermi se non ho sbagliato tutto, se forse sarebbe stato meglio se fossi stata più "neutrale" nell'educazione, visto il contesto sociale culturale con cui comunque si deve confrontare.
 
L'altra cosa che ho letto stamattina è l'articolo su Repubblica di Natalia Aspesi, articolo di oggi 22 gennaio. L'Aspesi mi ha aiutato a riflettere su qualcosa che mi provocava molto fastidio in questi giorni: leggendo commenti vari, chiacchierando su facebook o nel quotidiano a un certo punto ho avuto la netta impressione che in tutta questa storia i colpevoli non fossero Berlusconi in primis e tutti coloro che l'hanno appoggiato, ma le giovano donne coinvolte e, ahimè, le loro mamme. Attenzione, non i loro genitori, ma le mamme! Mamme e figlie... donne insomma! Siamo tornati a Eva, al peccato originale, alla donna tentatrice che corrompe il povero Adamo e che poi merita la pena maggiore!
 
Anche questo mi ha mandato in crisi come madre oltre che come donna... siamo davvero sempre noi donne le colpevoli? Ho sbagliato anche in questo con i miei figli?
 
Ebbene, dice Natalia Aspesi: "Sono le cronache a raccontarci che, per sfruttare in cambio di ricche prebende, ma anche di elemosine, il boss, il sultano, il satrapo, il dittatore, il padrone, chiunque abbia potere, una bella folla uomini è disponibile a farsi corrompere, a servire, a mentire, a usare non il proprio corpo, probabilmente non dei più appetibili, ma il proprio cervello e la propria anima. Che magari per molti vale di più. Li chiameremo, pane al pane, uomini che si prostituiscono..."
 
Grazie Natalia, che mi ha aiutato a mettere ordine in un mare di dubbi e confusione!
 
Dunque ecco cosa dirò oggi ai miei figli: che è sbagliato vendersi, sia che si venda il corpo che l'anima  o il cervello, E' che se la nostra società è marcia non lo è solo perchè ci sono delle giovani donne che soddisfano a pagamento le voglie malate di un vecchio al potere ma perchè ci sono uomini (e donne) maturi che tradiscono gli impegni presi con i loro elettori in cambio di soldi o potere o uomini e donne che accettano cariche pubbliche non per servire il popolo ma il satrapo. E poi c'è tutto il resto: i falsi valori che dominano, l'idea che conti solo apparire e conformarsi a chi appare, la mercificazione del corpo della donna... tutto quello insomma che è derivato da 16 anni di commistione di tv e potere che fa sì che oggi guarda in tv le cronache delle feste nella villa di Arcore è portato a valutarle come fossero un reality... un po' come quando al tg5 qualche mese fa paragonarono l'uscita dei minatori cileni dalla miniera all'uscita dalla casa del Grande Fratello!