Mamme nervose e bimbi tristi

Stamattina, 15 agosto, leggo su Repubblica la lettera della signora Francesca di Roma, ovviamente mamma, che chiede scusa a un bimbo che ha visto picchiare dalla mamma in un supermercato. Gli chiede scusa perchè non è riuscita a fare nulla per lui ed è rimasta con il rimorso.

Come la capisco!!! Quante volte mi trovo a vivere le stesse situazioni di impotenza mista a rabbia nel vedere questi genitori che sfogano sui bimbi le loro frustrazioni e questi bimbi, a volte anche molto piccoli e quindi davvero inconsapevoli, con gli occhi mesti, tristi, bassi. A volte piangono, a volte invece subiscono in silenzio mostrando così di aver perso anche qualsiasi capacità di reazione.
A volte si tratta di schiaffi che lasciano sul viso l'impronta della mano, come quello descritto dalla signora Francesca, a volte invece sono meno violenti fisicamente ma comunque emotivamente violenti. Così cpme sono ugualmente violente certe urlate, certe scenate fatte magari in luoghi pubblichi, dove l'umiliazione per il bambino è profonda.
E ogni volta quando assisto a queste scene provo la stessa senzasione: il bisogno di intervenire e al contempo la sensazione di impotenza . Provo a lanciare uno sguardo, a volte, per mostrare che c'è qualcuno che guarda, che assiste...
Ma che senso ha picchiare i bambini? A cosa può servire oltre che a insegnare il linguaggio della violenza e della legge del più forte? Quali sono i danni che derivano da una mancata spiegazione dei motivi per cui non possiamo far fronte alle loro richieste alle quali rispondiamo invece con il gesto violento? Tutto ciò vorrei chiedere a questi genitori. E anche io vorrei chiedere scusa a tutti i bambini per i quali vorrei intercedere quando mi trovo ad assistere a queste scene.