Non è monello!!!

Mi dice una mamma: "M. è un bambino solare, socievole, vivace e attivo. Il problema è che da qualche settimana ha iniziato a comportarsi da monello e non sappiamo come insegnargli le buone maniere. Quando vuole qualcosa lo indica con la manina e se non gli viene concesso di averla inizia ad urlare ed a piangere in maniera spropositata, anche lasciandolo fare non la smette più! stessa cosa accade quando prende qualcosa che non dovrebbe o di pericoloso, come gli viene tolto inizia una serie di pianti ed urli..."

Io penso che... no, non si sta comportando da monello, sta solo andando alla scoperta del mondo che lo circonda. Sta scoprendo che ci sono tante cose belle e interessanti intorno a lui, alcune può averle, altre no e ci resta male. E sta cercando anche di scoprire se il problema è superabile, se serve insistere. E spesso non è facile perchè noi gi confondiamo le idee: il papà l'accontenta ma la mamma no, la stessa mamma un giorno l'accontenta, un altro l'ignora, e un altro ancora lo sgrida...

E se scopre che la risposta è no, capisce che è arrabbiato e deve imparare a capire come gestire queste emozioni di rabbia! Anche noi ci arrabbiamo, ma, in genere, abbiamo imparato a contenerci, ad elaborare la rabbia, a tenerla dentro o sfogarci parlando con qualcuno... ma molto spesso la lasciamo covare dentro di noi. E così il dispiacere, il dolore, la delusione e tante altre emozioni.

E' strano come a volte per noi cerchiamo comprensione, empatia ma dai bambini piccoli ci aspettiamo che elaborino le emoioni meglio di noi, più in fretta di noi, magari con una punizione o uno sculaccione! Siamo strani... noi grandi... eppure basterebbe poco: provare a immedesimarci, a scambiatci i ruoli, per capire!

Che fare allora? Se quella cosa proprio non può farla siamo fermi nei nostri divieti ma diamogli la possibilità di sfogare le emozioni, non uniamolo perchè piange per un no, cerchiamo di aiutarlo ad elaborare le emozioni negative, con l'ascolto attivo, con l'abbraccio contenitivo. Ma al contemoi non poniamogli divieti più del necessario altrimenti si sentirà frustrato e considererà i divieti come qualcosa che lo limita totalmente. Cerchiamo di mediare, sempre grazie al potere dell'immedesimazione, mostriamogli che sappiamo "ascoltare" e quindi motivare semplicemente un no oppure trovare una strada insieme che tenga conto sia della sua richiesta che del nostro no!

Che so, vuole il nostro telefonino che vede sul tavolino, sta per agguantarlo ma noi arriviamo proprio in tempo per spostarlo in alto. Che rabbia per lui, ce l'aveva quasi fatta... è proprio arrabbiato, inizia a piangere... ma ecco che noi arriviamo a dirgli che non può neanche piangere... e allora urla ancora di più, e noi magari gli diamo uno sculaccione, lo lasciamo solo... invece di aiutarlo a gestire la sua rabbia, invece di spiegargli che il telefonino si rompe, invece di lasciarlo piangere per sfogarsi in pace! Che confusione nella sua testolina... perchè se acchiappa il suo gioco tutti sono felici e se cerca di acchappare quello strano aggeggio succede questo pandemonio? Deve proprio pensare che il mondo è qualcosa di veramente difficile da capire...