Non fare la femminuccia!

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"Non fare la femminuccia!", "Non fare la bambina", "Non piangere... sembri una femminuccia" si sente spesso dire un maschietto quando piange. Ma è solo uno dei tanti esempi degli stereotipi che gli adulti, in genere inconsapevolmente, ma a volte anche in maniera consapevole e convinta, trasmettono ai bambini.

Stereotipi che si trasmettono tramite frasi, modelli, comportamenti ma anche negando ad esempio a un bambino di poter ottenere in dono una bambola o dicendo a una bambina di "Non fare la maschiaccia". I bambini scandinavi giocano "a mamma, papà e figli", le nostre bambine giocano a mamma e figlia e i maschietti sono rigorosamente esclusi dal gioco... oppure se inclusi svolgono il ruolo del papà che vede la televisione in poltrona!

E i libri per bambini non sono di grande aiuto nel combattere gli stereotipi visto che le ricerche effettuate dimostrano che in genere si limitano a confermarli e rafforzarli! Gli albi per i bimbi nell'età della scuola dell'infanzia sono pieni di maschietti attivi e coraggiosi e di bambine timide e passive. E mentre le bambine vengono private di modelli attivi e autonomi i maschietti vengono privati dell'affettività, del riconoscimento del bisogno di esprimere le emozioni, di ruoli che non ci si aspetta che da grandi debbano ricoprire.

E infatti... torniamo all'esempio iniziale... in questo caso il danno maggiore lo ricevono proprio i maschietti che sono abituati così a non sentirsi liberi di gestire le proprie emozioni, con un bel pianto liberatorio... e si abituano a trattenere. E non c'è poi da meravigliarsi se queste emozioni trattenute per anni si sfogheranno poi insieme... e magari a farne le spese sarà una donna. Ma anche la bambina che sente apostrofare con queste frasi il fratellino o l'amichetto ne risulterà danneggiata in quando verrà consolidato il suo ruolo di debole... di femminuccia appunto, nel senso dispregiativo.

Imprigionati in questi ruoli rigidi ai bambini viene impedito di scegliere, viene impedito di sviluppare la creatività e la libertà di riferirsi ai modelli che prediligono o a "parti" di modelli. Le bambine in particolare devono scegliere, tra il modello "femminile" preconfezionato per loro o il modello maschile che implica la rinuncia alla femminilità. E' difficile per le bambine individuare una terza strada ed è difficile per i bambini cogliere un terzo modello di bambine.

E i risultati li vediamo, oggi.