Quando ignorare i "capricci" e quando no!

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Oggi una mamma, sul forum dove rispondo agi Sos delle mamme, mi ha chiesto quando bisogna ignorare un capriccio e quando invece no.

Innanzitutto devo dire che la parola "capriccio" nn mi piace, come non mi piace a parola "vizio". Anche noi ci impuntiamo ci intestardiamo, ci teniamo a fare delle cose, spesso per difendere il nosro amor proprio o per puro piacere, ma dofficilmente ci definiamo "capricciosi". Con i bambini però lo facciamo, senza cercare spesso di capirli

Allora, bisogna cercare di "ascoltare" per capire se si tratta di un capriccio o dell'espressione di un bisogno. Ad esempio un bimbo che non vuole andare a mettere il pigiamino forse non ne ha voglia perchè sta giocando o forse ha paura perchè deve attraversare la casa buia (ma non lo dice perchè si vergogna e noi lo immaginiamo perchè finora non aveva paura). Oppure un bimbo che improvvisamente al mattino non vuole andare a scuola e dice che vuole rimanere a casa a giocare forse il giorno prima ha litigato col suo amichetto e andare a scuola gli è di peso, anche se quel che sembra a noi è che voglia giocare.

Diverso è poi se un bmbo è stato rimproverato e piange. Io non gli direi di smettere di piangere perchè quel pianto gli serve per elaborare la sua emozione. In quel caso è sì u "capriccio", ma un capriccio utile a imparare a gestire la sua rabbia, quindi ben venga!